Poesie vincitrici del Concorso di Poesia “Un fiore reciso”

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne la Biblioteca Digitale “E.Medi”, nell’ambito delle attività laboratoriali di scrittura proposte, si è fatta promotrice del Primo Concorso Interno di Poesia del Liceo “E.Medi”.

Grande è stata la partecipazione da parte degli alunni, che con sensibilità e maturità hanno messo in gioco le loro abilità espressive su un tema di non facile trattazione.

Siamo lieti di pubblicare le poesie che sono arrivate prime a pari merito e a seguire le poesie che hanno ricevuto una menzione speciale di merito.

Poesie vincitrici

Cosa sta accadendo ?

di Rosalia Tulino

L’asfalto è freddo e rigido sulla pelle
il suono squillante delle sirene pervade l’aria
non distinguo i suoni.
“Cosa sta accadendo?”
Odo un canto interminabile
un sussurro, quasi un soffio
una leggera litania.
“Cosa sta accadendo?”
Gli occhi sono pesanti
ma la tachicardia si sta affievolendo
eppure, questa sinfonia di sirene si avvicina.
“Cosa sta accadendo?”
I ricordi sono fiochi, annebbiati
iniziano a riaffiorare sinuosamente
come fluttuanti fiori sull’acqua.
“Rammenta! Rammenta! Rammenta!”
Rievoca un pensiero, è un’immagine.
Un divano, la disco ed in fondo le mie amiche
“Cavolo quanto mi sto divertendo stasera!”
I tacchi sono bellissimi ma stancanti
la musica alta ed incalzante
ed ogni luce è accecante
le mie amiche d’un tratto, però, hanno un’aria preoccupante
ora vengono verso di me con tono duro, affrettate
“Cosa sta accadendo?”
Un altro ricordo riaffiora sottile e volatile,
come una bolla,
perché è proprio così che mi sento
rinchiusa in una bolla di vetro fumé.

Le voci sono appannate ma
scorgo il sussurro di un’amica
“Queste le chiavi, l’unica via.”
“Cosa sta accadendo?”
All’improvviso sono in auto
corro, devo correre!
Mi sta raggiungendo ma devo farcela.
“Cosa sta accadendo?”
Di colpo un proiettile squarcia il momento.
“Cosa sta accadendo?”
Inaspettatamente è chiaro
è tutto chiaro.
Stasera c’era lui
neanche una denuncia,
neanche i domiciliari
nulla, che dopo mesi, mi tenga al sicuro.
Tutti quei mesi con il viso
sfigurato e frantumato
dalle sue nocche,
i capelli strappati
e l’olio bollente sulla fronte.
Qualche settimana di libertà e pace
era tutto ciò che sognavo
ma questa sera è tornato,
una nube a ciel sereno
un corvo intento a distruggere un girasole
nessun dubbio, solo freddezza.
Come una iena affamata
è corso a trovarmi,
nessun buttafuori

nessuna polizia,
solo la speranza di fuggire
una gara per la vita
quella vita nella quale
entrò cantando e se ne andò picchiando.
Di quella parvenza di vita felice
solo una foto
poi col tempo, sfocata con il sangue
colui che ora vedo accanto a me sull’asfalto.
“Cosa sta accadendo?”
Volevo vincere questa corsa
ma il proiettile è stato scaltro,
un attimo
la macchina sbanda
ed il guardrail cede
e di colpo l’auto è sospesa
e squarciandosi in terra
rotola, rotola e rotola
sino a spingermi fuori
ed è qui l’ultimo sparo.
Quell’essere con gli occhi vitrei
Mi rimprovera ancora per quel tradimento
che neanch’io so che c’è stato.
Nonostante tutto sono qui
il battito si ferma
ma nella morte
sto trovando le mie bramate

pace e libertà.

Ipazia

di Alberto Napolitano

Donna, che ha avuto il coraggio di ribellarsi
Condannata all’oblio per i suoi discorsi
Che dell’Universo riuscì a scorgere la realtà
Ma che dagli uomini fu privata della sua umana dignità.

Donna, le cui membra furono dissacrate
Linciata per esser riuscita a primeggiare
Tra uomini impauriti dalla sapienza
Dall’ingegno e dall’intelligenza
Di una donna fautrice di nuova conoscenza.

Donna che ha avuto la voglia di studiare
Donna che ha avuto il desiderio di parlare
Donna che ha avuto la pretesa di pensare
E per questo fu costretta a smettere di respirare.

Menzioni di merito

Per me lui aveva sempre ragione

di Maddaloni Gaia

Al nostro primo incontro il mio cuore scoppiò,
le mie gambe tremavano e la bocca era come sigillata,
mi prese per i fianchi e mi baciò
mi sentivo già innamorata.
Ci vedemmo il giorno dopo,
mi portò in un ristorante di lusso.
Ci vedemmo il mese dopo,
era davvero un romantico indiscusso.
Le emozioni col tempo divennero reali,
e le nostre cene sempre più abituali.
Mi chiese di prendere casa,
una grande anche col giardino.
Cosa c’era da aspettare mi chiedeva?
Per me lui aveva sempre ragione.
Una sera uscii con le mie amiche,
misi un vestito, mi sentivo molto carina.
Lui mi disse che ero grassa,
di certo il mio non era un fisico da ballerina,
cambiai il vestito con dei jeans.
Per me lui aveva sempre ragione.
Una sera tornai tardi da lavoro,
lo chiamai, ma lui non rispose.
Tornai a casa e le luci eran spente
ricordo lui sul divano,
ma non disse niente.
La mattina mi disse che era deluso
credeva lo avessi tradito con il capo,
mi piaceva quando faceva il finta geloso
anche se lo schiaffo che seguì fu reale.
Vedendo il mio viso arrossato
mi disse di essere pentito e imbarazzato.
Lasciai il lavoro,
fu lui a darmi quel consiglio,
per me lui aveva sempre ragione.
Mi mancava la mia ambizione.
Ogni volta che uscivo mi diceva “fai attenzione”,
gli uomini sono pericolosi mi ricordava.
Per me lui aveva sempre ragione.
Una sera suonò il campanello,
erano dei fiori per me.
Erano da parte di mio padre,
c’era scritto nel biglietto.
Lui li prese e li gettò nel cassonetto.
Afferrò un coltello,
lo agitò un po’,
le lacrime mi rigarono il viso e lui si fermò.
Quei fiori non sarebbero mai dovuti arrivare.

Mi venne ad abbracciare.
Per me lui aveva sempre ragione.
Il giorno dopo il mio capo chiamò,
voleva una firma per confermare la mia decisione.
Lui mi sentì dire il suo nome
e mi colpì all’addome.
A stento riuscivo a respirare,
cercavo di comunicare,
lui continuava a dirmi cose orrende,
ma so che non le pensava realmente.
Il capo non avrebbe mai dovuto chiamare.
Per me lui aveva sempre ragione,
ma quella fu l’ultima volta potei pensarlo.

Nel tacito buio della notte

di Davide Canonico

Nel tacito buio della notte

tra il fruscio del vento e il suo silenzio

tra un ticchettio d’orologio e le sue lancette

si ode un urlo improvviso che

scompare,

nel tempo.

Non se ne dà conto, sembra come un canto d’aiuto

Non è una canzone muta

Non è un inferno tranquillo, ma

è l’acuto di una donna che traspare vicino.

L’ultimo grido fa rumore

Fa rumore

Fa rumore nel fondo del mar

Fa rumore nel silenzio assordante.

Milioni di anime riappaiono in cielo come uno stormo di uccelli

Questa volta però l’etere sembra piangere, per davvero

Pregando

Pregando che non riaccada più

Mai più.

I sogni, spesso, non sono desideri

di Fabiana Sasso

Un colpo, il primo

Non fa nulla, sarà stanco:

Sono solo le sei del mattino

Non era questo il suo obiettivo,

Sicuramente no

Due colpi.

Io sto bene, lui forse no.

Ha bisogno di

sfogarsi

Tre colpi.

Lo stomaco inizia a

far male

Quattro colpi, cinque.

Sei.

Sta ancora colpendo?

Non lo so

Forse sì

Non sento più nulla però.

Fortunatamente

Non provo più nulla.

Allora, punto i miei occhi nei suoi.

Mi sveglio.

Era un sogno,

ma lui sta arrivando.

Forse è vero che

i sogni, spesso

diventano realtà. La pura e

triste realtà

Fragile

di Cinzia Scotti

Fammi ancora del male,

Resto convinta che me lo merito.

Ancora avvinghiata a te perché 

Gabbie sono le tue mani.

Io vorrei scappare,

Lì dove non mi puoi trovare,

E tu continui a manipolarmi perché sono…

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