Presentiamo un’interessante iniziativa che ha visto coinvolte le prof.sse Ardolino Rosanna e Francesca dello Russo a cui si sono aggiunti alcuni dei nostri alunni.
Un evento straordinario ricco di pensieri in grado di far fluire ardentemente le idee. Oggi abbiamo respirato aria di libertà e ci siamo nutriti di “bene” insieme al filosofo Giuseppe Ferraro, professore di filosofia morale presso l’Università Federico II di Napoli, sul tema “Indifferenza e sofferenza. Il dolore dell’amore”. Nessuno è libero da solo, la libertà è fatta di legami. Per capire quanto siamo liberi dobbiamo soppesare la qualità dei nostri legami. L’amore è ratio existentialis dell’animo umano. Imparare ad amare è ciò che impone la vita al mondo, è un obbligo d’esistenza, non si può sfuggire. Ma per amare bisogna essere liberi ed è libero chi viene ascoltato e chi sa ascoltare: “Se non ti parli di quello che ascolti non stai ascoltando”. Ascoltare significa valutare l’altro, comprendere la sua identità, svolgere una misurazione. “Chi non ti dà ascolto non ti valuta e non ti riconosce”. L’ascolto è più importante della vista perché la vista è immediata ma l’ascolto produce memoria. Si trasmette e si racconta ciò a cui si è dato ascolto avviando un processo del dopo e della consapevolezza che ci riporta a noi stessi dove il “in noi stessi” non è altro che l’altro da cui si ritorna. Interrogando la verità filosofica si comprende che la memoria consente di ricordare incredibilmente ciò che è accaduto ma anche ciò che non è stato. Il ricordo di ciò che non è accaduto si può tradurre in una possibilità di rinascita, del ritornare a ciò che conta, del conoscere in modo generativo. Che dire? Forse la parola filosofia non trova traduzione in nessuna lingua perché in essa è ciascuno di noi che deve tradursi, perché la filosofia è un ritornare in te, un tornare dove stai bene.



