10 FEBBRAIO: IL GIORNO DEL RICORDO DEL MASSACRO DELLE FOIBE

LE FOIBE: UNA VERGONA STORICA, UN ORRORE PER L’UMANITA’.

del Prof. Salvatore Alaia

Credo che in questa sintesi del pensiero si possa cogliere il senso di una tragedia che, al pari di altri crimini perpetrati in danno  dell’umanità, merita di essere condannata e ricordata affinché queste vergogne non abbiano più a ripetersi.

Sono tantissime le testimonianze e i giudizi degli storici, degli  intellettuali e dei politici ma l’unica grande verità sulle foibe è che sono morti degli UOMINI.

Ritengo di affermare che questa sia l’unica “verità” su cui si possa discutere  perché la storia dell’uomo, nel corso del tempo, è stata scritta con il sangue di altre uomini.

Tutti gli eccidi di massa, le pulizie etniche, lo stesso olocausto, non possono essere declinate unicamente nella loro visione storica-ideologica ma, al di là dei falsi ed ipocriti moralismi, al di là delle critiche ed autocritiche del revisionismo storico, occorre fare in modo che il ricordo non debba solo lavare le coscienze, ma costruire le coscienze nella consapevolezza che l’UOMO, la vita dell’UOMO è una, sacra ed inviolabile, e a nessuno è permesso di farne scempio.

Ha ragione Cacciari che ha avuto modo di affermare che non serve pulirsi la coscienza collettiva attraverso quelle iniziative che lungi dal voler essere le giornate del “ricordo” per trasformarsi in manifestazioni di “pentitismo” ma ritengo che bisogna costruire la vera cultura dell’UOMO la cui sacralità va oltre qualsiasi ragione storica, politica o ideologica che intende ricercare la “verità”.

Le FOIBE sono una vergogna per l’umanità ed è questa l’unica verità condivisa ed accettabile, ma la vergogna ancora più grande è non aver capito nulla, non aver compreso nulla della storia di questi drammi, di questi orrori  e continuare, perciò, sordidamente nell’assurdo esercizio della ricerca parossistica del potere che porta l’uomo contro l’uomo, contro la VITA, contro qualsiasi valore etico ma, soprattutto, contro ogni principio divino sulla sacralità della VITA stessa.

FILM D’AUTORE

La città dolente di Mario Bonnard fu realizzato nell’autunno del 1948. E’ rientrato nella lista dei “100 film italiani da salvare”, progetto ideato dalle “Giornate degli Autori”, sicché la pellicola è stata restaurata nel 2008 dall’Istituto Luce in collaborazione con la Cineteca Nazionale e La Cineteca del Friuli e presentata lo stesso anno alla Mostra del Cinema di Venezia.

Al film, il più significativo sul tema degli esuli istriani, girato all’indomani dell’esodo che seguì il trattato di Parigi del 10 febbraio 1947 con cui si decretò il passaggio dell’Istria alla Jugoslavia, hanno collaborato Anton Giulio Majano, Aldo De Benedetti e Federico Fellini per la sceneggiatura e Tonino Delli Colli come autore della fotografia.

In occasione del giorno della memoria il film sarà visibile gratuitamente a partire dal 7 febbraio su www.adessocinema.it

GUARDA IL FILM…

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