GIUSEPPE IMPASTATO: uomo contro la mafia, coscienza critica e ribelle della società civile.

A 73 anni dalla nascita di Giuseppe Impastato, detto Peppino, il Prof. Salvatore Alaia, nell’ambito delle attività sociali e didattiche,  ha inteso rendere omaggio a questo personaggio, figura storica della lotta alla mafia, che fu barbaramente trucidato per aver voluto, attraverso anche la sua attività giornalistica e radiofonica,  denunciare il fenomeno mafioso e i suoi capi.

Un personaggio scomodo che la mafia, per mano di Tano Badalamenti, ha voluto eliminare per mettere a tacere una voce libera che, invece, con la morte di Impastato si è amplificata in modo iperbolico ed esponenziale per parlare alla gente, alla coscienza delle persone, affinché ognuno fosse realmente libero, non solo materialmente, ma soprattutto culturalmente dal giogo delle mafie.

Il prof. Salvatore ALAIA ha inteso ricordare Impastato con una breve pubblicazione frutto di una raccolta di materiale che intende storicamente ripercorrere la strada di Giuseppe Impastato:

GIUSEPPE IMPASTATO, DETTO PEPPINO, NASCE A CINISI (PALERMO) IL 5 GENNAIO DEL 1948 ALL’INTERNO DI UNA FAMIGLIA MAFIOSA, MA FIN DA RAGAZZO PRENDE LE DISTANZE DAL PADRE PROVANDO A DENUNCIARE IL POTERE DELLE COSCHE E IL CLIMA DI OMERTA’ E DI IMPUNITA’ ALL’INTERNO DELLA PROPRIA REALTA’ TERRITORIALE.

NEL CORSO DEGLI ANNI MATURA L’IDEA DI IMPEGNARSI IN PRIMA LINEA A LOTTARE CONTRO LA MAFIA, VEICOLANDO IL MESSAGGIO ATTRAVERSO UN MEZZO DI INFORMAZIONE POTENTE: LA RADIO. E’ IL 1976 E PEPPINO IMPASTATO FONDA “RADIO AUT”, L’IDEA E’ SEMPLICE E GENIALE: DISTRUGGERE L’IMMAGINE DEI MAFIOSI PRENDENDOLI IN GIRO.

NASCE COSI LA TRASMISSIONE SATIRICA “ONDA PAZZA”, IL CUI BERSAGLIO E’ PROPRIO GAETANO (DETTO TANO) BADALAMENTI, CAPO INDISCUSSO DELLA ZONA, DEDITO AL TRAFFICO DI DROGA, GRAZIE AL CONTROLLO DIRETTO DELL’AEREOPORTO DI PUNTA RAISI, SITUATO NEL COMUNE DI CINISI, E CHE VIVEVA A POCA DISTANZA DALLA CASA DI PEPPINO: I FAMOSI “CENTO PASSI” RACCONTANTI NEL CELEBRE FILM DI MARCO TULLIO GIORDANA.

IL BOSS, A POCO A POCO, CAPI’ CHE QUELLA RADIO ERA UN PERICOLO. IN TROPPI L’ASCOLTAVANO E TROPPE INFORMAZIONI VENIVANO RESE PUBBLICHE SUI BUSINESS ILLECITI, SULLE STRATEGIE CRIMINALI E SULLE CONNIVENZE CON LA POLITICA.

IL CAPOMAFIA COMINCIO’ A PREOCCUPARSI E SCATTARONO COSI’ GLI AVVERTIMENTI E LE MINACCE. MA RADIO AUT CONTINUO’ IMPERTERRITA A RENDERE RIDICOLI “TANO SEDUTO”, COME LO SOPRANNOMINAVA PEPPINO AL MICROFONO, E LA MAFIA, DEFINITA “UNA MONTAGNA DI MERDA”.

ED E’ PER QUESTO CHE A SOLI 30 ANNI PEPPINO FU UCCISO PER ORDINE DEL BOSS MAFIOSO GAETANO BADALAMENTI NELLA NOTTE TRA L’8 E IL 9 MAGGIO DEL 1978. IL SUO CADAVERE FU FATTO SALTARE CON DEL TRITOLO SUI BINARI DELLA FERROVIA PALERMO –TRAPANI, COSI’ DA FAR SEMBRARE CHE SI TRATTASSE DI UN FALLITO ATTENTATO SUICIDA.

I MEZZI DI INFORMAZIONE, LE FORZE DELL’ORDINE E LA MAGISTRATURA PARLARONO DI UN’ AZIONE TERRORISTICA IN CUI L’ATTENTATORE ERA RIMASTO UCCISO. SOLO LA DETERMINAZIONE DELLA MADRE, FELICIA, DEL FRATELLO E DEGLI AMICI, FECE EMERGERE LA MATRICE MAFIOSA DELL’OMICIDIO, RICONOSCIUTA NEL MAGGIO DEL 1984 DAL TRIBUNALE DI PALERMO. TUTTAVIA NEL MAGGIO DEL 1992, I GIUDICI DECISERO L’ARCHIVIAZIONE DEL CASO, PUR RICONOSCENDO LA MATRICE MAFIOSA; IL TRIBUNALE ESCLUSE LA POSSIBILITA’ DI INDIVIDUARE IL COLPEVOLE.

NEL 1994 IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DEDICATO A PEPPINO IMPASTATO PRESENTO’ RICORSO PER LA RIAPERTURA DEL CASO, ACCOMPAGNATO DA UNA PETIZIONE POPOLARE. NELL’ISTANZA SI CHIEDEVA DI INTERROGARE IL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA SALVATORE PALAZZOLO, AFFILIATO ALLA COSCA MAFIOSA DI CINISI.

NEL GIUGNO DEL 1996, IN SEGUITO ALLE DICHIARAZIONI DI PALAZZOLO, BADALAMENTI FU INDICATO COME IL MANDANTE DELL’OMICIDIO INSIEME AL SUO BRACCIO DESTRO VITO PALAZZOLO E L’INCHIESTA FU FORMALMENTE RIAPERTA.NEL NOVEMBRE DEL 1997 FU EMESSO UN ORDINE DI ARRESTO PER BADALAMENTI, DETENUTO NEGLI U.S.A.

IL 5 MARZO 2001 LA CORTE D’ASSISE DI PALERMO CONDANNO’ VITO PALAZZOLO A 30 ANNI DI CARCERE PER L’OMICIDIO DI PEPPINO IMPASTATO, MENTRE L’11 APRILE DEL 2002 GAETANO BADALAMENTI FU CONDANNATO ALL’ERGASTOLO PER ESSERE IL MANDANTE DI QUELL’ OMICIDIO. SIA PALAZZOLO CHE BADALAMENTI SONO MORTI IN CARCERE.    

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