Gli alunni del Liceo dicono basta alla violenza sulle donne

Gli alunni delle classi del Liceo nella “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne” hanno avuto modo di confrontarsi sull’argomento e condividere opinioni ed emozioni al termine della visione del film “Io ci sono” che racconta la storia di Lucia Annibali, una donna aggredita e sfigurata dall’acido dall’uomo con il quale aveva avuto una relazione.

Riportiamo di seguito il commento realizzato dagli alunni della classe IVD scientifico.

Non è normale che sia normale 

ROSSO, un colore solitamente utilizzato per trattare di AMORE, PASSIONE e della DONNA… Donna che nei nostri giorni è vista e utilizzata come un semplice OGGETTO da mettere lì come una bambola immobile, una bambola da utilizzare per i propri desideri e per sfogare la propria rabbia. Lucia Annibali, la cui storia viene raccontata nel film “Io ci sono” che abbiamo visto nella nostra classe virtuale, rappresenta proprio questo tipo di rosso: un rosso che giorno per giorno sta diventando impossibile da accettare e da capire.

Perché l’uomo fa questo? La DONNA è colei che ci ha donato la vita, la stessa vita che viene stroncata da amori malati.

Dopo l’ enorme tragedia che l’ha investita, Lucia è rientrata nel mondo, in punta di piedi, si è sudata ogni piccolo passo, ogni centimetro del suo nuovo volto. La sua è una storia che può aiutare chi in qualche modo è stata e continua ad essere vittima e, forse, ha accettato in silenzio la violenza. In lei, nella sua battaglia, si è sentita la grande voglia di aiutare le donne che ogni giorno subiscono tali atrocità, dolori IMPENSABILI, dolori che non possono essere descritti, dolori che non fanno rumore. Non si può spiegare l’emozione che hanno suscitato in noi le immagini che hanno testimoniato ed ci hanno fatto sentire il dolore straziante di Lucia Annibali: una donna che non poteva essere sfigurata per sempre, una donna che meritava di essere amata per la sua bellezza anche da altri uomini.

Nonostante ciò però Lucia dimostra di avere la forza, il coraggio e la volontà di guardare al futuro, di apprezzare la persona che è diventata e di non aver nessun motivo per vergognarsi. Ella afferma che la bellezza che le interessa non è quella esteriore, che le è stata rubata con violenza, ma quella profonda, quella che risiede dentro di noi e la ritroviamo proprio nella forza di accettarci per quello che siamo.

Durante il corso della storia vengono mostrate delle immagini raccapriccianti e indescrivibili, rappresentanti lo scempio generato da un uomo così codardo da non essere in grado di assumersi le proprie responsabilità. La storia si presenta come un vero e proprio viaggio nella violenza e nell’orrore che generano rabbia e sofferenza.

Lucia Annibali è una grande donna, la quale non si è lasciata abbattere dalla violenza, ma al contrario l’ha combattuta con coraggio e molto spesso anche con ironia, diventando così una dei tanti testimoni dell’assurdità della violenza stessa e, soprattutto, divenendo un esempio di come poter ritornare a vivere. Eppure questa donna è soltanto una delle tante vittime e probabilmente una delle poche ad essere stata in grado di lottare: ha scelto di parlare piuttosto che tacere e la sua scelta ci testimonia che solo in questo modo possiamo estirpare il problema alla radice.

In una relazione ogni partner dovrebbe essere libero di agire ed esprimersi; ciò che conta è la fiducia e la lealtà. Solo così una storia d’amore può continuare serenamente, in nome del vero amore. Dovremmo, quindi, essere in grado di riconoscere fin da subito le “relazioni malate” e troncarle quando necessario.

Invitiamo le donne aggredite dai loro uomini ad avere lo stesso coraggio di Lucia e riprendere in mano la loro vita. Auguriamo loro, infine, di trovare il vero amore, l’uomo giusto che sappia valorizzare la loro unicità.

                                                                                                                                                   Classe IV DS

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