THE KILLING OF DESDEMONA OVVERO “DEL FEMMINICIDIO”

Il femminicidio tra cronaca e letteratura”, percorso realizzato dagli alunni della IVAL a.s. 2016/2017 coordinati dalla prof. Elena Pina Scala

1603,  Venezia

Mio marito nella mia camera nuziale decide di uccidermi, credendo che io lo abbia tradito.

Mi sveglio e lui mi invita a pronunciare le mie ultime preghiere.

Quando gli chiedo cosa io abbia fatto di male, mi dice di aver trovato il  fazzoletto, che mi donò tempo fa, tra le mani di un altro uomo.

Lo supplico, lo prego, ma a lui non importa: afferra un cuscino e mi soffoca.

Nel ricevere però la notizia che la questione del fazzoletto è stata un inganno e sentendosi colpevole di avermi uccisa, si toglie a sua volta la vita”.

2016, Bitonto

Mio marito mi uccide a coltellate nella nostra cucina.

Impugna un coltello da cucina con una lama di venti centimetri e mi colpisce una decina di volte.

Nell’ultimo periodo in casa litigavamo sempre più spesso, anche per immotivata gelosia.

Poi, disperato nel vedere il mio corpo privo di vita, tenta il suicido, gettandosi dal balcone”.

La storia tende a ripetersi. Quattro secoli di evoluzione non sono, evidentemente, serviti a far comprendere alle persone che uccidere la propria amata non è una soluzione.

Dove c’è violenza non rimane che lo spettro dell’ amore.

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