Uma

Mi chiamo Uma. Nessuno mi ha mai raccontato storie sulla mia infanzia, so solo che non ho mai potuto conoscere mia madre, che ci ha lasciati subito dopo la mia nascita a causa di complicanze sorte durante il parto. La mia è sempre stata una famiglia povera e quando il cibo non era sufficiente per tutti, la precedenza andava a mio fratello… più volte ho passato giorni interi senza mangiare. All’età di quindici anni mio padre trovò per me un marito a cui darmi in sposa; ero felice perché pensavo che finalmente sarebbe andato tutto per il verso giusto, ma mi sbagliavo. Lui era un uomo di quarant’ anni, ma ne dimostrava molti di più, al primo incontro non riuscìì nemmeno a guardarlo negli occhi e dopo averlo conosicuto avrei voluto scappare.

Ricordo il giorno del matrionio e il momento in cui realizzai che stavo per sposarmi: non era un gioco e non era nemmeno come nelle favole delle principesse. Indossavo un bellissimo abito di seta di colore giallo con sfumature arancioni, tutti mi dicevano che ero bellissima e trattenni più volte le lacrime per non deludere nessuno.

L’uomo con cui mi sposai era un commerciante di stoffe, era molto ricco e viaggiava frequentamente per motivi di lavoro. Spesso restavo a casa da sola, ma ero felice quando lui non era con me. Cominciò ad essere sempre più aggressivo nei miei confronti, non ricordo di aver visto mai un sorriso sul suo volto. Litigavamo spesso e ogni occasione per me era diventata ormai motivo di botte. Nessuno, però, sapeva di questa situazione. Nessuno a parte mio fratello: solo a lui trovai la forza di rivelare tutto quello che ero costetta a subire. Mio fratello cerava di tranquillizzarmi, mi abbracciava forte e mi diceva che presto le cose si sarebbero sistemate.

Poco dopo il matrimonio scoprii di aspettare un bambino. Con enorme dispiacere di mio marito, nacque una bambina; lui però non voleva una primogenita femmina, quindi non si fece alcuno scrupolo nell’ammazzarla. Non ho mai provato una così grande disperazione in vita mia…con quale crudeltà aveva ucciso una creatura così piccola e indifesa? Quell’uomo mi aveva negato la gioia di diventare madre e non smetteva di essere ostile e violento nei miei confronti. Ero ormai stanca di tutta questa violenza, di questa cattiveria, non riuscivo più ad essere felice, il mio mondo era completamente grigio. Per mio marito non ero altro che un peso e un giorno decise una volta per tutte di eliminarmi. Una sera, mentre preparavo la cena, mi spinse verso i fornelli e i miei abiti cominciarono velocemente a prendere fuoco, non importava quanto urlassi, quanto mi facesse male, nessuno mi aiutò.

Adesso non ci sono più, vedo dall’alto il mio funerale, organizzato dal mio amato fratello. Tra le poche persone presenti è l’unico che piange, l’unica persona che veramente mi dispiace lasciare, l’unico ad avermi mostrato realmente affetto nella mia vita.

Classe 1CL