“Ciao a tutti, sono Alice ho 22 anni e oggi vi racconterò la mia storia: ai tempi del liceo ero la solita ragazza perbene, ma molto timida e chiusa in me stessa, per cui non avevo nessuno intorno. Una sera decisi di provare ad aprire un profilo su un’app di incontri molto conosciuta perché avevo bisogno di una persona che mi capisse e che mi amasse veramente, ma soprattutto che mi potesse apprezzare per quello che ero. Dopo qualche giorno mi arrivó una notifica da parte di un certo Roberto nella quale vi era una richiesta di amicizia che io inconsapevolmente accettai. Immediatamente mi scrisse un messaggio in cui mi disse che aveva interessi simili ai miei e che voleva conoscermi. Dopo lunghe e numerose conversazioni decidemmo di incontrarci in uno dei ristoranti piú famosi e conosciuti della città la settimana seguente. In quei giorni il mio unico pensiero era quell’incontro che sarebbe avvenuto il prossimo sabato. Arrivato quel fatidico giorno lo passai a preparami e a pensare a come vestirmi e comportarmi in quell’occasione tanto speciale per me poiché era il mio primo appuntamento in assoluto. Arrivata la sera mi recai al ristorante e lo incontrai, mi divertii molto e fu una delle serate più belle della mia vita anche se il futuro non andò secondo i piani. Dopo qualche tempo lui cambiò il suo atteggiamento nei miei confronti: iniziò ad essere sempre piú invadente e non mi mostrava piú l’affetto e la comprensione iniziali. Un giorno come gli altri mi fece una domanda strana: mi chiese l’indirizzo di casa mia perché voleva mandarmi un regalo e io glielo mandai. La sera di Halloween ero a casa da sola e la mia finestra era socchiusa, ma questo non mi sembró un dettaglio importante. Sentii bussare alla porta così andai a vedere chi fosse, ma quando aprii non vidi nessuno, cosí salii in camera inconscia della presenza di un’altra persona: Roberto.
Mi fissava e io rimasi incredula. Ad un certo punto mi sentii debole e caddi sul pavimento. Al mio risveglio mi trovai dentro il bagagliaio di un’auto, non capivo cosa stesse succedendo. Roberto mi portò a casa sua e mi sbatté contro il muro e solo lí capii il mio grosso errore. Non so quanti giorni passarono, ma uno di questi Roberto comparve sulla soglia della porta con gli occhi iniettati di sangue che puzzava di alcool, si avvicinò a me e mi sbatté violentemente contro il muro e inizió ad abusare di me, ma non seppi come difendermi e mi sentii impotente. Questo episodio si ripeté molte altre volte e io ogni volta non sepevo difendermi. Un giorno, non so quanti ne passarono,nsentii inaspettatamente bussare alla porta e sentii una voce cauta e rassicurante, cioé quella dei poliziotti: non so ancora come abbiano fatto a scovarci ma sono grata di quanto hanno fatto e gli saró debitrice a vita. Ed é solo grazie a loro se oggi sono qui a raccontarvi la mia storia e spero che possa aiutare a qualcuno a capire che il silenzio puó realmente cambiare la sorte dii una vita”.
Realizzato da:
Giugliano Anna Laura
Morelli Pietro
Passero Lucia
Petillo Benedetta
-Soviero Dora
della 1bl