DIPARTIMENTO UMANISTICO-RELIGIOSO – BIBLIOTECA DIGITALE "E. Medi" https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp Tue, 03 May 2022 20:12:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.12 Incontro con l’On. Paolo Siani https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2022/05/03/incontro-con-lon-paolo-siani/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2022/05/03/incontro-con-lon-paolo-siani/#respond Tue, 03 May 2022 07:18:01 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=1949 Nella mattinata di ieri, 2 maggio 2022, nell’ambito del Progetto “Libriamoci” promosso dal Dipartimento di Italiano e curato dalla prof. Elena Pina Scala, si è tenuto l’incontro con l’On. Paolo Siani con il quale gli alunni del liceo hanno intavolato una discussione incentrata sul libro “Il lavoro”, che raccoglie una serie di articoli di Giancarlo Siani. Ringraziamo oltre all’On. Siani coloro che sono intervenuti nella discussione: l’editore Paolo Testa, IOD Edizioni, i giornalisti Vincenzo Sbrizzi e Nello Lauro, l’assessore alla cultura del Comune di Cicciano, prof. Lucia Marotta. Ringraziamo il Circolo Culturale Passepartout, che ha collaborato con la scuola, ed in particolare la Dirigente Scolastica, prof. Anna Iossa, che ha reso possibile l’incontro incentivando, come sempre, la lettura da parte dei ragazzi di testi autorevoli.

Nel libro “Il lavoro”, dalla lucida analisi di Giancarlo si coglie il delicato passaggio dagli anni Settanta agli anni Ottanta che in concomitanza con la destatalizzazione delle aziende del Napoletano ha determinato una fortissima crisi dell’occupazione della quale si è avvantaggiata la Camorra, offrendo a molte famiglie disperate “l’alternativa” al lavoro onesto, prendendo così il possesso del territorio e portando allo scempio di cui la situazione odierna è conseguenza.

Esiste la possibilità di sconfiggere le mafie ? Certo che esiste ! Dobbiamo essere certi che esista, dobbiamo lavorare affinchè esista. E lo si fa in due modi: arrestando i mafiosi e facendo prevenzione. La prevenzione è l’arma più importante che abbiamo: arrivare prima che arrivino le mafie, convincere i ragazzi che esista un’altra possibilità e un’altra strada”.

Queste le parole di chiusura del discorso dell’On. Siani che hanno dato un messaggio di speranza, di necessità di costruire una rete di rapporti improntati al comportamento etico,  che i giovani di oggi devono assolutamente interiorizzare.

Gli alunni del Liceo hanno mostrato, come sempre, vivo interesse per l’argomento con frequenti interventi e dimostrando ancora una volta maturità e passione per la con conoscenza.

L’appuntamento con l’On. Siani è per il 6 maggio, quando gli alunni del Liceo premieranno il libro che hanno letto, “Il lavoro” di Giancarlo Siani, in occasione della premiazione al Premio Candelaio.

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Progetto Libriamoci: incontro con Viola Ardone https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2022/03/12/progetto-libriamoci-incontro-con-viola-ardone/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2022/03/12/progetto-libriamoci-incontro-con-viola-ardone/#respond Sat, 12 Mar 2022 14:52:24 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=1849 Nella giornata del 12/03/22 si è tenuto l’incontro con Viola Ardone, autrice del romanzo “Il treno dei bambini”, vincitore del premio Wondy 2021, incontro organizzato nell’ambito del Progetto Libriamoci al quale la scuola aderisce con entusiasmo per il secondo anno.

E’ stato davvero un piacere per noi docenti vedere gli alunni delle classi coinvolte (IVAS, IVBT e VDS) partecipare con attenzione al dibattito sul romanzo, ponendo domande interessanti e acute all’autrice, che si è più volte complimentata con loro per il proficuo contributo al dibattito.

Proponiamo di seguito la diretta dell’evento trasmessa dal Circolo Culturale Passepartout, che ringraziamo per aver organizzato l’incontro.

Vai alla diretta dell’incontro

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I nostri lavori in padlet… https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2022/02/10/i-nostri-lavori-in-padlet/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2022/02/10/i-nostri-lavori-in-padlet/#respond Thu, 10 Feb 2022 17:09:17 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=1797 Le classi 1BT e 1 CT, seguiti e coordinati dalla prof. Carmen Soviero, presentano alcuni lavori realizzati in padlet nell’ambito del laboratorio di scrittura creativa e dell’insegnamento di educazione civica.

Per visualizzare i lavori accedi ai seguenti link:

Lavori della classe 1 CT:

https://padlet.com/clementerestaino07/u4yl7499v3ljjg14

https://padlet.com/tavolariogiovannilsa2021/85h7i69j4jwp5w1v

Lavori della classe 1 BT:

https://padlet.com/pietroferrar/4de034iz4po1qkrs

https://padlet.com/mercoglianomariatonalsa2021/inventaunafiaba

https://padlet.com/carmelasoviero3/i69ckoz39coh907u

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Quasimodo poeta della realtà e della concretezza. A colloquio con il figlio Alessandro https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2021/02/18/quasimodo-poeta-della-realta-e-della-concretezza-a-colloquio-con-il-figlio-alessandro/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2021/02/18/quasimodo-poeta-della-realta-e-della-concretezza-a-colloquio-con-il-figlio-alessandro/#respond Thu, 18 Feb 2021 20:35:23 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=1094 del prof. Carlangelo Mauro

L’attività poetica di Salvatore Quasimodo (1901-1968) attraversa tre quarti del Novecento: dalle prime poesie e prose liriche risalenti al 1916-‘17, testi scritti con l’enfasi della giovane età, la retorica tipica del tempo, raccolti in un Quaderno giovanile – ricopiato dall’amico Pugliatti e di recente pubblicato in Tutte le poesie, Oscar Mondadori Baobab – fino alla dimensione prosastica delle ultime raccolte, in cui diverse poesie richiamano suoi articoli giornalistici.

Basti qui l’esempio de I maya a Mérida, poesia di Dare e avere (1966) scritta dopo un viaggio in Messico, che è in rapporto con un precedente articolo, Il Messico, la cultura, gli ambasciatori, apparso il 13 gennaio ’65 sul settimanale «Tempo». I discendenti degli antichi Maya nei loro corpi «piagati», «dispersi» e «rifiutati» sembrano ricordare il Cristo. Si può cogliere in questa lunga parabola la costante della religiosità nella poesia quasimodiana, come anche il fecondo rapporto della scrittura con una dimensione non astratta, reale.

Scrive Quasimodo in una Poetica (1950): «Dalla mia prima poesia a quella più recente non c’è che una maturazione verso la concretezza del linguaggio». Anche nel periodo degli anni ’30-’40, definito ermetico dalla critica, vi sono riferimenti concreti al paesaggio siciliano, alla propria infanzia, ad esperienze amorose, elementi che si legano insieme. Continua a leggere ….

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Compito di realtà: “La manipolazione dell’informazione” https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2021/01/19/compito-di-realta-la-manipolazione-dellinformazione/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2021/01/19/compito-di-realta-la-manipolazione-dellinformazione/#respond Tue, 19 Jan 2021 13:03:53 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=933 “L’ARTE DI NON LASCIARSI MANIPOLARE”

realizzato durante le lezioni in DAD dalla classe IV DS a.s. 2020/2021, curato dalla prof. Elena Pina Scala

“ Io credo che tutto ciò non sia umano. Eppure, accade ogni giorno, continuamente, e noi ce ne accorgiamo solo quando diventa notizia….”

Queste sono le parole di Pietro Bartolo, tratte dal libro “Lacrime di sale” , scritto insieme a Lidia Tilotta, giornalista della RAI e del Tgr Sicilia, che si è interessata alle struggenti storie di alcuni dei tanti migranti, scappati dalla guerra o dalla fame, e accolti dallo stesso Bartolo, medico presso il poliambulatorio di Lampedusa, occupatosi per lungo tempo del primo soccorso ai migranti.

Noi alunni della classe IV Ds, nell’ambito delle riflessioni e del dibattito seguito alla lettura delle pagine del libro, durante le quali abbiamo avuto modo di confrontarci tra noi e con la prof. Elena Pina Scala, che ci ha guidati nella lettura del libro, ci siamo interessati particolarmente alle modalità con le quali giornali e telegiornali ci presentano le notizie. Così, facendo un approfondimento sulle tecniche di manipolazione dell’informazione utilizzate dai mass media e dai social network, abbiamo capito quanto queste siano ricorrenti ogni giorno in TV e come sia indispensabile riconoscerle e difenderci con consapevolezza e senso critico.

Attraverso i lavori multimediali realizzati vogliamo comunicare e rendere consapevoli tutti della VERA realtà che si nasconde dietro informazioni troppo spesso manipolate e “fake news”

Riportiamo di seguito i lavori di gruppo presentati:

Video realizzato da Cavallaro Roberta, De Luca Tommasina, De Palma Fabio, Falco Fernanda, Mascolo Matteo, Vacchiano Veria

Video realizzato da Ardolino Olimpia; Dell’Anno Siria; Fasulo Caterina; Gargiulo Angela; Perna Noemi; Perrotta Maria Francesca
Video realizzato da Barbato Carmine, Candela Francesco, D’Aloia Giuseppe, Napolitano Carmine, Russo Felice
Video realizzato da Peritore Antonietta e Pizza Valentina
Video realizzato da Ardolino Maria Pia, Barbato Maria, Crispo Vera, Profeta Fabiana, Serpico Nunzia

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“DARE E AVERE” (1966): LA CENTRALITÀ DELL’AMORE. SU SALVATORE QUASIMODO https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2020/11/04/dare-e-avere-1966-la-centralita-dellamore-su-salvatore-quasimodo/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2020/11/04/dare-e-avere-1966-la-centralita-dellamore-su-salvatore-quasimodo/#respond Wed, 04 Nov 2020 17:44:47 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=292 Un estratto da Attraversare la poesia di Salvatore Quasimodo: percorsi di lettura, dalla nuova edizione di Tutte le poesie, Mondadori, 2020, a cura del prof. Carlangelo Mauro, con introduzione di Gilberto Finzi.

Dare e avere (1966)
LA CENTRALITÀ DELL’AMORE

Il discorso poetico di Dare e avere esalta l’amore sul piano pubblico e privato, come valore individuale e universale. Mazzamuto, che riconosce appunto nell’amore il tema principale del libro accanto a quello della morte – i testi furono scritti dopo l’infarto da cui il poeta fu colpito nel ’58 in Russia –, accosta il titolo a Essere e avere del filosofo esistenzialista Gabriel Marcel (1935) e lo spiega secondo i due principi del «dare» come «segno di vita, di amore, di essere, di assoluto», e dell’«avere» come il «non-amore», il non donare, «marchio di morte» e di indifferenza. «Il disprezzo è un desiderio puro», vien detto nella prima poesia, eponima della raccolta: l’amore totale, infatti, vuole “avere” solo tramite “dare”, secondo la celebre formula di Giulietta «the more I give to thee, / The more I have», tradotta nel 1948 da Quasimodo, per Mondadori, «più a te ne concedo [di amore] / più ne possiedo».

Il «dare» del poeta, però, è sempre più isolato nella società, ora che «il sangue / delle guerre s’è asciugato» e sono definitivamente cadute anche le speranze legate alla Resistenza intesa come «sicurezza morale» (Il poeta e il politico, 1959) espresse nei Discorsi. Nel primo testo della raccolta Quasimodo si rivolge al lettore («tu che mi ascolti», come Petrarca in apertura del Canzoniere) dicendo: «Nulla mi dài, non dài nulla». E nell’intervista a Claudio Casoli del 1968 chiarisce che «veramente siamo fatti per dare, anche noi scrittori, la vita agli altri» e che «lo scrittore è da sbranare» ma anche «da aiutare e amare…». Zagarrio elegge il tema dominante di Dare e avere, l’amore, a tema privilegiato dell’intera produzione di Quasimodo: «soprattutto amore, o, meglio, bisogno di esso e sua disperata ricerca in tutte le sue eventualità fisiche e metafisiche, private e sociali, storiche e mitiche». In Solo che amore ti colpisca – composta nella notte dell’8 luglio 1961 – il poeta insiste sull’Eros cosmico che colloca l’uomo nella natura «in mezzo agli animali / i cavalli i gatti i topi di fogna», «bruni» come la donna del Cantico dei cantici («la donna di Salomone»), unendolo all’armonia della creazione tutta. E in una poesia d’amore dedicata a Curzia Ferrari, Che breve notte, dell’agosto del ’67, troviamo ancora l’aggettivo «bruna» a esaltare l’oggetto d’amore: «Ma tu ti svegli, bellissima. / Bruna e bruciante mi svegli / a nuova vertigine». Un’altra «Donna bellissima», forse ancora con il richiamo al Cantico («o bellissima tra le donne»), è in Glendalough, in cui Quasimodo si rifà alla leggenda di Kathleen, innamorata del santo irlandese Kevin […].

Ancora in Solo che amore ti colpisca, dove «tremendo / campo a bandiere spiegate» è di nuovo una ripresa dal Cantico dei cantici, il poeta afferma che nella natura e nell’eros come principio vitale non esiste separazione tra ciò che è puro e ciò che è impuro, tra ciò che appare immondo (il topo) e ciò che è bello (la donna). L’amore permette di sentirsi parte della natura e della «terra impareggiabile»: «la terra / ripete la mia voce nella tua» (Non ho perduto nulla). Immonda è invece la «Mente» ridotta a residui di «cartilagine / bruciata di plastica corrotta», intesa come capacità distruttiva della scienza e della tecnica, piegate nell’“età dell’atomo”, «allo sterminio» (Uomo del mio tempo) e alla distruzione della natura, dalla quale l’uomo rischia di separarsi definitivamente, “giudicato” dagli stessi esseri naturali che ha rinnegato: «Gli uccelli ti guardano dagli alberi e le foglie / non ignorano che la Mente è morta / per sempre». In questi anni Quasimodo subisce l’influenza dei versi sull’amore di Cummings, da lui tradotto nel 1958 per Scheiwiller: «amore è tutto e più di tutto».

Ed è la donna amata l’unica difesa dall’«eterno conto molesto» del “dare e avere” dell’esistenza. Di fronte alla malattia e alla morte si rafforza in Quasimodo l’idea di una «poesia d’amore» nel segno di Orfeo (già presente peraltro in Dialogo, testo del ’47: «urla d’amore, vinci, se vuoi, il mondo», verso, questo, che rimanda anche al Vangelo di Giovanni, tradotto nel ’46, dove Cristo dice: «Io ho vinto il mondo»). Come attestano gli articoli di «Tempo», in questa fase il poeta legge in modo non “ortodosso” anche Marcuse, che in Eros e civiltà scrive: «L’Eros orfico trasforma l’essere: vince la crudeltà e la morte con la liberazione». Ma quel «non dimenticare / di essere abile animale e sinuoso / che violenta torrido e vuole tutto qui / sulla terra» di Solo che amore ti colpisca equivale alla maturazione di un pensiero anticamente radicato in Quasimodo, il binomio di eros e giovinezza come antitesi alla morte: bisogna voler «tutto qui» prima che «il corpo» si riduca nella vecchiaia a «cadenza di memorie accartocciate».

Già nel saggio Poesia del dopoguerra (1957), Quasimodo aveva scritto: «Il poeta moderno […] crede nella morte, ma non teme la morte. E vuole ogni cosa qui sulla terra». L’impegno all’amore che redime riguarda l’uomo intero, nel suo essere corpo e anima: «Ricorda che puoi essere l’essere dell’essere / solo che amore ti colpisca bene alle viscere»; questi versi potrebbero essere commentati dall’affermazione sul realismo di Dante, nel saggio del ’52, a proposito delle poesie per «donna Petra»: «i sentimenti non sono anagogici,ma salgono dalla carne battuta da vero vento e pioggia e grandine». «L’urlo della rana in amore, verde» è lo stesso dell’uomo che ha fede nel «più verde ramo del sangue» (Solo che amore ti colpisca), nella vitalità dell’eros, nell’armonia con la natura e gli animali, rimedio all’angoscia di morte e alla distruttività della “necrofilia”. È attraverso il “vero verde”, l’amore come totalità, che si risponde al bisogno di autoliberazione, si combattono la morte e gli impulsi distruttivi insiti nelle ideologie dei «padroni della terra» e della guerra, come Quasimodo scrive fin da Anno Domini MCMXLVII: «lasciateci un giorno senz’armi sopra l’erba / […] mentre abbracciamo la donna che ci ama».

In tale contesto viene a collocarsi l’invito rivolto all’amata (in questo caso Curzia Ferrari) in Poesia d’amore: «violenta allora l’immobile morte / e prepara il nostro letto di vivi». Il vissuto personale, come di consueto, entra nei testi e si fa poesia. Rivolgendosi ad Annamaria Angioletti, che non aveva potuto seguirlo in Germania nella primavera del ’61, in Lungo l’Isar Quasimodo afferma: «dirò il mio cuore a gente di Baviera / e tu sai che parlo a te sul Naviglio». La meditazione «dentro il […] corpo», le domande metafisiche e spirituali di fronte al sempre presente «rumore della morte», la nostalgia dell’esilio volontario («Ancora una città straniera») e la lontananza dall’amata gli fanno nascere l’invidia «del futuro», perché a lui di tempo per amare ne è rimasto poco. Così in Tollbridge ancora il pensiero del futuro («Quanto mio futuro posso contare») e la ricerca di assoluto, di un «tempo senza forma», si incrociano con il vitale desiderio d’amore. È la presenza della donna amata a impedire al «futuro» imminente di essere già presente, con il suo carico di dolore, morte, noia, a interrompere il suo giro, come una ruota di mulino, che «avvolge un minuto / al minuto passato» (Impercettibile il tempo).

La morte e la perdita della speranza sono associate, in Basta un giorno a equilibrare il mondo, all’assenza della Angioletti nell’estate del 1961: «cerco nel tempo / una donna d’amore» e, quando il rapporto entra in crisi, l’attesa di una risposta che non arriva («La mia malattia in Russia era uno scherzo confrontata con questa pena. Perché non mi hai scritto nemmeno una parola?», le scrive a Cap-d’Ail il 3 agosto del ’61) è registrata nel verso: «Nello scroscio delle fontane / s’è perduta la tua voce». Come in Anno Domini MCMXLVII, un solo giorno passato con l’amata potrà rappresentare la pienezza della vita: «basta un giorno a equilibrare il mondo». L’amore è ancora una volta centro dell’essere, è la freccia scagliata da giovani «con ansia di amanti» che raggiunge il bersaglio (in Balestrieri toscani, scritta dopo aver assistito al Palio della Balestra di Sansepolcro). La conclusione della poesia ribadisce ancora una volta che l’amore si contrappone alla morte come speranza di eternità, di vittoria su di essa: «l’uomo non muore / è un soldato d’amore della vittoria continua».

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THE KILLING OF DESDEMONA OVVERO “DEL FEMMINICIDIO” https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2020/10/29/the-killing-of-desdemona-ovvero-del-femminicidio/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2020/10/29/the-killing-of-desdemona-ovvero-del-femminicidio/#respond Thu, 29 Oct 2020 21:56:26 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=275 Guarda il video realizzato dagli alunni:
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Il femminicidio tra cronaca e letteratura”, percorso realizzato dagli alunni della IVAL a.s. 2016/2017 coordinati dalla prof. Elena Pina Scala

1603,  Venezia

Mio marito nella mia camera nuziale decide di uccidermi, credendo che io lo abbia tradito.

Mi sveglio e lui mi invita a pronunciare le mie ultime preghiere.

Quando gli chiedo cosa io abbia fatto di male, mi dice di aver trovato il  fazzoletto, che mi donò tempo fa, tra le mani di un altro uomo.

Lo supplico, lo prego, ma a lui non importa: afferra un cuscino e mi soffoca.

Nel ricevere però la notizia che la questione del fazzoletto è stata un inganno e sentendosi colpevole di avermi uccisa, si toglie a sua volta la vita”.

2016, Bitonto

Mio marito mi uccide a coltellate nella nostra cucina.

Impugna un coltello da cucina con una lama di venti centimetri e mi colpisce una decina di volte.

Nell’ultimo periodo in casa litigavamo sempre più spesso, anche per immotivata gelosia.

Poi, disperato nel vedere il mio corpo privo di vita, tenta il suicido, gettandosi dal balcone”.

La storia tende a ripetersi. Quattro secoli di evoluzione non sono, evidentemente, serviti a far comprendere alle persone che uccidere la propria amata non è una soluzione.

Dove c’è violenza non rimane che lo spettro dell’ amore.

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Partecipazione al progetto “Libriamoci a scuola” https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2020/10/28/224/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2020/10/28/224/#respond Wed, 28 Oct 2020 15:59:24 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=224 Titolo del percorso: LA “TERRA PROMESSA”
FILONE TEMATICO: “Contagiati dalle storie”
Il percorso di lettura proposto ad alcune classi del biennio e del triennio del nostro liceo è incentrato su una tematica comune, sicuramente complessa, ma di estrema attualità ovvero la tragedia dell’immigrazione e le storie di dolore e indifferenza ad essa legate. La lettura dei libri scelti, “Lacrime di sale” di P. Bartolo e L. Tilotta per le classi del triennio, e “Dimmi che non hai paura” di Catozzella per le classi del biennio, vuole essere uno stimolo non solo alla lettura consapevole, ma anche una lotta contro la disumanità degli stereotipi che annullano le storie personali di tanti individui. Il percorso, infatti, intende inserirsi nel terzo filone tematico “Contagiati dalle storie” e si propone di sensibilizzare i ragazzi dando una voce e un volto ai tanti “senza volto” che inseguono la loro “terra promessa”.
L’attività di lettura sarà supportata da un confronto e dibattito per classi parallele, dalla visione del film “Fuocoammare” di G.Rosi, tratto dal libro Lacrime di sale e del documentario “La storia di Samia Yusuf Omar – La tredicesima ora. Le scelte che hanno cambiato la vita”¹ , che racconta la storia della protagonista del libro Non dirmi che hai paura,   nonché dall’incontro con gli autori, L. Tilotta e P. Bartolo, che si faranno portavoce della loro testimonianza.

Link al progetto approvato http://www.libriamociascuola.it/II/edizione_2020/4-appuntamenti/pagina-157.html

Classi coinvolte:
Classi 3AL; 4AL;  4BL;    coordinate dal Prof. Carlangelo Mauro
Classi VAS;  V AT coordinate dalla prof. Teresa Napolitano
Classe 2AS coordinata dalla Prof. Rosamaria Quindici
Classe 2AL  coordinata dalla Prof. Paola Romano
Classi 2 BT; 4DS coordinate dalla Prof. Elena Pina Scala
Classe 2 BL;IV AS; V BL; coordinate dalla prof. Maria Saveria Sorrentino

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Lucrezio: le diverse forme del male. https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2020/10/27/latino-lucrezio-le-diverse-forme-del-male/ https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/2020/10/27/latino-lucrezio-le-diverse-forme-del-male/#respond Tue, 27 Oct 2020 18:38:03 +0000 https://www.liceomedicicciano.edu.it/wp/?p=180 L’ Epicureismo, corrente filosofica greca diffusasi a Roma nel I sec. a. C., si propone di condurre l’uomo alla felicità e Lucrezio se ne fa portavoce, spiegando come le “passioni”, siano esse riconducibili alla religione, alla paura della morte o anche alla “follia dell’amore”, provochino nell’uomo sconvolgimento e dolore. Il percorso intertestuale (articolato in due videolezioni) che riporta alcuni passi del “De Rerum Natura” guida il lettore, attraverso il ragionamento, a liberarsi da “sentimenti” dannosi. 

Percorso a cura della prof. Elena Pina Scala

Parte prima: https://youtu.be/M-P7YoS3KkA – 

Parte seconda: https://www.youtube.com/watch?v=VSFtl0dA0vA

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